{"id":84,"date":"2020-11-19T13:14:23","date_gmt":"2020-11-19T13:14:23","guid":{"rendered":"http:\/\/italy.fashionrevolution.org\/?p=84"},"modified":"2021-10-12T10:56:43","modified_gmt":"2021-10-12T09:56:43","slug":"fashion-revolution-switzerland-supports-the-corporate-responsibility-initiative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/en\/2020\/11\/19\/fashion-revolution-switzerland-supports-the-corporate-responsibility-initiative\/","title":{"rendered":"DILEMMA PADANO"},"content":{"rendered":"\n<p>15 Aprile 2021<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Alvise Bortolato<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cOggi siamo alla mancanza del limite e alla caduta della logica, sotto il mito del prodotto interno lordo: che deve crescere sempre, non si sa perch\u00e9. Procedendo cos\u00ec, la moltiplicazione geometrica non baster\u00e0 pi\u00f9 ed entreremo in un\u2019iperbole, che ho sintetizzato in un aforisma di tre versi: In questo progresso scorsoio \/ non so se vengo ingoiato \/ o se ingoio\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Andrea Zanzotto \u2013 In questo progresso scorsoio. Conversazione con Marco Breda<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Contemplo la distesa dei campi arati intervallata da esigui filari di alberi spogli a segnalare i fossi. \u00c8 Aprile. Nel corso della mia vita, quando qualcuno di citt\u00e0 ha scoperto che vivo in campagna, mi sono sentito spesso ripetere che \u201csono fortunato a stare nella natura\u201d. Ho sempre concordato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora guardo i colori della campagna mentre l\u2019inverno finisce, e di natura non c\u2019\u00e8 traccia. Le scarse forme arboree sono disposte artificiosamente. I pesticidi e le arature hanno privato la terra del pullulare di organismi che la rendono viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una novit\u00e0: la foresta che ricopriva la Pianura Padana \u00e8 stata spazzata via millenni fa per far posto ad insediamenti che, gradualmente, hanno addomesticato la pianura per renderla produttiva. Deforestazione, bonifiche, modifiche al corso dei fiumi, edilizia selvaggia. Una volta qua era tutta campagna, dicono i vecchi guardando le periferie, l\u2019hinterland padano, che divora terreno per piazzarci condomini e capannoni identici in tutta la Pianura. E ora?<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, a vederla da un punto di vista naturale, la Pianura mi appare sempre pi\u00f9 come un deserto mascherato. Se di colpo svanisse tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato edificato dall\u2019uomo (cemento, mattoni o asfalto) rimarrebbe una distesa desertica. Ma questo \u00e8 anche un laboratorio in cui osservare \u2013 non in quanto scienziati ma, ahim\u00e8, in quanto cavie \u2013 gli effetti del costo del benessere fondato sulla produzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Pianura Padana e in particolare in Veneto, nella seconda met\u00e0 del secolo scorso, accadde un miracolo che fu solo in parte economico. Un popolo di contadini emigranti, da sempre grandi lavoratori, si trasform\u00f2 in un popolo di industriali e imprenditori. L\u2019unico credo: fare i&nbsp;<em>schei<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>E, in effetti, gli ultimi sessant\u2019anni hanno visto montagne di soldi accumularsi in Veneto.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, ma a che costo?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/10\/adobestock-196847801-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-477\" srcset=\"https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/10\/adobestock-196847801-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/10\/adobestock-196847801-350x233.jpg 350w, https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/10\/adobestock-196847801-150x100.jpg 150w, https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/10\/adobestock-196847801-768x512.jpg 768w, https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/10\/adobestock-196847801-18x12.jpg 18w, https:\/\/italy.fashionrevolution.org\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2021\/10\/adobestock-196847801.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>                                                                                                                                                                                    \u00a9 LAMBERTO FANO\/UNIONPRESS<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella foto: Il petrolchimico di Marghera visto da Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progresso scorsoio di cui parla Zanzotto ha devastato il territorio, sia da un punto di vista ambientale che estetico. Un esempio tra tutti: l\u2019aver costruito il petrolchimico a Marghera, cos\u00ec da renderne obbligatoria la vista per chiunque entri o esca da Venezia lungo il Ponte della Liberta. Marghera \u00e8 in cima alla triste classifica dei tumori in Italia e nella provincia di Venezia l\u201987% dei tumori denunciati \u00e8 correlato al settore metalmeccanico.<\/p>\n\n\n\n<p>E il peggio, con ogni probabilit\u00e0, deve ancora venire a galla. Per le PFAS nel vicentino, ci sono voluti vent\u2019anni (di insabbiamenti) per informare le persone che l\u2019acqua che usciva dai loro rubinetti li stava avvelenando, perch\u00e9 un\u2019azienda tagliava cos\u00ec i costi di smaltimento delle sostanze chimiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Discariche abusive piene di rifiuti tossici che covano sotto i nostri piedi come bombe ad orologeria imprevedibili. Gli allevamenti intensivi, i distretti della concia della pelle, le monoculture. Da queste parti, l\u2019industrializzazione di ogni attivit\u00e0 produttiva ha considerato l\u2019ambiente come un fattore per aumentare i profitti: scaricandoci dentro i costi economici e ambientali della produzione e dello smaltimento dei rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza abbiamo immesso per decenni veleno nello stesso ambiente che ci fornisce cibo, acqua, aria. Ci stiamo suicidando a scoppio ritardato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 a vivere qui mi trovo di fronte ad un dilemma: come oriento le mie scelte di vita nel disastro ecologico in cui \u00e8 immersa? Continuo a perseguire il modello della crescita continua sperando che la soddisfazione mi permetta di ignorare di vivere in un ambiente che mi uccide chiss\u00e0 quanto lentamente? Lascio a briglia sciolta il mio desiderio di avere sempre di pi\u00f9 (non di meglio) per ritrovarmi a fine corsa ad aver unicamente contribuito al deserto che mi inghiotte? O inizio a farmi le fatidiche, odiose e dolorose domande: che contributo voglio dare col mio passaggio su questa Terra? Quale vuole essere la mia traccia, in un universo in cui ogni cosa influenza inevitabilmente tutte le altre? L\u2019avidit\u00e0? L\u2019aver contribuito a perdere la partita decisiva della sopravvivenza della nostra specie in una crisi ecologica? Se prendere \u00e8 necessario, che significato ha il dare?<\/p>\n\n\n\n<p>Significa fronteggiare la sensazione che con la propria esistenza \u2013 e le sue vanit\u00e0 e i suoi desideri \u2013 si contribuisca a tutta questa distruzione di vita, di bellezza. Viene voglia di andare a vivere in una capanna nei boschi a vivere di bacche, vero?<\/p>\n\n\n\n<p>Significa accettare che le nostre conoscenze sul mondo sono inevitabilmente difettose e, oltretutto, sono spinte alla superficialit\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 rassicurante e non contribuisce a cambiare lo status quo. Prendete Seaspiracy: chi l\u2019avrebbe detto che mangiare pesce avesse l\u2019impatto che ha. E ora col sushi come la mettiamo? Ci si incazza, per fortuna, e quella rabbia va covata come un fuoco segreto. Si impara che cambiare le cose \u00e8 un processo lento perch\u00e9 \u00e8 basato sulla conoscenza progressiva di tutti, ma che in primis comporta cambiare s\u00e9 stessi ed \u00e8 sempre una cosa tremendamente difficile e faticosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tutto perduto? Io non credo, tra le cose che mi infondono pi\u00f9 fiducia c\u2019\u00e8 la capacit\u00e0 della natura di rigenerarsi appena allentiamo un po\u2019 la presa. \u00c8 stata evidente la differenza durante il lockdown dello scorso marzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 salvare capra e cavoli? Continuare ad avere un certo tenore di vita e abbassare realmente la propria impronta? Non lo so ma temo di no, almeno non per quello che ne sappiamo ora. Penso sia una ricerca di equilibrio, un processo graduale e personale che pu\u00f2 avere impatto se amplificato su larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginate, ad esempio, se ci fosse una legge che per ogni metro quadro di suolo edificato esigesse l\u2019esatto corrispettivo in superficie alberata nello stesso comune. Pari Passu.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno a modo suo ha gi\u00e0 cominciato, in un ibrido poetico tra industriale leader europeo delle spugnette in vetro ed eco-guerriero che poteva nascere solo in Veneto.<a href=\"https:\/\/fb.watch\/4xW8qZkObm\/\">https:\/\/fb.watch\/4xW8qZkObm\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Se vogliamo avere un futuro migliore della direzione cui sembra tendere, dobbiamo iniziare a immaginarlo e a plasmarlo. Proprio ora che la primavera giunge per occultare il deserto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cC\u2019\u00e8 un volano infernale che gira ed esaspera una certa idea di onnipotenza, una rivoluzione che invade i pensieri e che inquieta e alla quale bisogna opporre resistenza.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Andrea Zanzotto \u2013 In questo progresso scorsoio. Conversazione con Marco Breda<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ALVISE BORTOLATO<\/strong>\u00a0\/\/\u00a0 Nato a Padova nel 1993. Laureato in filosofia teoretica, appassionato di viaggi e letteratura. Crede nella scrittura come forma di cura e nella conoscenza come forma di libert\u00e0. Collabora con aziende artigianali e sostenibili, per le quali cerca le parole giuste per dire la verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>15 Aprile 2021 Alvise Bortolato \u201cOggi siamo alla mancanza del limite e alla caduta della logica, sotto il mito del prodotto interno lordo: che deve crescere sempre, non si sa perch\u00e9. 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